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Chi siamo

 

Archè è un’associazione nata nel 2009 che si propone di perseguire l’interesse generale della comunità, mediante la promozione e la gestione di servizi socio-psico-educativi rivolti all’individuo, alle famiglie, ai gruppi e al territorio in cui opera, secondo una prospettiva sistemica che attenziona l’individuo in relazione alla comunità in cui esso è inserito, in un’ottica di reciproca influenza, ove il soggetto si propone come agente proattivo sia nel fronteggiamento, che nel cambiamento del proprio singolare percorso esistenziale, che come agente promotore del benessere collettivo psico-sociale. 

Per tale motivo Archè avvalendosi di un’equipe eterogenea di professionisti del sociale, mediante la valorizzazione e la promozione di una cittadinanza attiva, dirige la sua attenzione a differenti aree d’intervento di prevenzione primaria, secondaria e terziaria volti sia all’individuo che al territorio in cui opera, al fine di valorizzare e sviluppare interventi di solidarietà sociale.
Archè infatti, nello svolgimento delle proprie attività, valorizza e sviluppa interventi atti alla presa in carico del “disagio” nell’accezione globale del termine secondo le sue infinite declinazioni, per tale motivo sviluppa e promuove interventi di rete attraverso la progettazione e co-progettazione con enti del pubblico e del privato sociale.
Archè inoltre, grazie alla collaborazione con il Centro Siciliano di Terapia della Famiglia di Palermo organizza e promuove iniziative formative rivolte ai professionisti del sociale sia del pubblico che del privato della provincia di Trapani.
Da Ottobre 2014 Archè aderisce al Coordinamento Provinciale di Trapani di Libera (Associazioni nomi e numeri contro le mafie),  e collabora con l’Ufficio Servizio Sociale Minorenni (USSM) del Dipartimento di Giustizia Minorile di Palermo (sezione staccata di Trapani), collaborazione che si è sviluppata in attività di affiancamento educativo per i giovani autori di reato in area penale e quelli provenienti dai quartieri a rischio di devianza minorile del territorio marsalese
Archè risulta iscritta negli albi comunale e distrettuale del Comune di Marsala.

Dall’11 settembre 2015 Archè è diventata ONLUS.

Ecco alcuni dei  nostri progetti:

Gabbiano. Il progetto Gabbiano permette ai ragazzi di apprendere, sotto la guida di istruttori esperti, la tecnica della conduzione tavola a vela e di sperimentare sia il lavoro individuale che quello di gruppo sostenendosi e aiutandosi a vicenda. Nella cornice della laguna dello Stagnone.

Luoghi di Memoria. Visite guidate ed incontri con i familiari delle vittime di mafia per conoscere alcuni dei luoghi della Memoria in occasione delle ricorrenze degli eventi luttuosi che li hanno resi tristemente famosi.

IncontraMondi esperienza di contatto, di conoscenza, e di scambi culturali con i giovani provenienti da vari paesi dell’Africa centrale, ospiti presso le comunità del territorio marsalese al fine di favorire occasioni di socializzazione ed integrazione.

Campi di lavoro sui beni confiscati con la possibilità di sperimentare momenti di vita comunitaria su beni confiscati alla mafia, per una riflessione sulle ricchezze della mafia sottratte alla collettività. A tali attività si sommano gli incontri con testimoni privilegiati del territorio che raccontano la loro lotta contro la cultura mafiosa.

Testimoni in viaggio, sono occasioni in cui i ragazzi partecipano ad eventi, manifestazioni e incontri, fuori dal loro territorio, dove possono raccontare la loro storia di vita ponendosi anche come esempio positivo per altri ragazzi in analoghe difficoltà.

Libera Palestra Popolare, nei locali del Centro Sociale di Sappusi è stato realizzato uno spazio a partecipazione gratuita pensato per tutti, un luogo di incontro, uno spazio per il tempo libero che sia anche luogo che favorisca l’integrazione socio-culturale.

Libera Orchestra Popolare. E’ cominciata nel mese di Maggio 2018, con la campagna per la raccolta di strumenti ceduti come donazioni, e poi con l’acquisto di alcuni strumenti nuovi la storia della Libera Orchestra Popolare che nel quartiere di Sappusi, ha trovato la sua casa. Nel corso di diversi momenti di socialità era emerso da parte dei ragazzi il desiderio di sperimentarsi nell’imparare a suonare uno strumento musicale. Per motivi economici nessuno aveva la possibilità di partecipare ad un corso e tantomeno di acquistare uno strumento. E’ stato allora che è partita la campagna per dotarsi delle prime chitarre! Dei volontari insegnano musica….già i primi piccolo concerti!!! La Libera Orchestra Popolare nasce a Marsala,  quartiere Sappusi, dalla volontà delle Associazioni Arché Onlus, Libera, Amici del Terzo Mondo per superare tutte le barriere culturali e sociali attraverso la musica strumento di libertà, di crescita umana e sociale, all’insegna dell’integrazione e dell’accoglienza. Partiti per gioco, avviando un corso musicale con poche chitarre si è arrivati, grazie alla donazione di alcuni strumenti musicali, ad un gruppo di circa 40 persone tra musicisti, cantanti . Partecipano bambini, giovani del circuito penale, minori stranieri, richiedenti asilo, persone con disabilità e problematiche psichiatriche, abitanti del quartiere Sappusi. Tutto si svolge all’insegna della piena gratuità con insegnanti volontari che studiano al conservatorio. La libera orchestra dimostra che si può stare insieme al di la delle differenze culturali e sociali superando tutti quegli ostacoli e quelle barriere che oggi si tendono a costruire soprattutto nei confronti di chi è più fragile”.

Quartiere al Centro: La festa della befana, il Carnevale, il doposcuola, le panchine rosse. La giornata della terra, Memoria in campo etc. L’obiettivo è quello di contribuire alla riqualificazione del quartiere periferico di Sappusi,  a rischio di marginalizzazione, partendo dal principio fondamentale della co-partecipazione e co-progettazione dal basso accogliendo esplicite richieste degli abitanti. Il progetto vuole potenziare il Centro Sociale di uno dei quartieri periferici della città di Marsala, il quartiere Sappusi, che presenta situazioni di fragilità per stato di povertà, di dispersione scolastica e di devianza sociale. Gli interventi e le attività inserite nel progetto vanno dalle attività ludiche e di animazione nel quartiere stesso, alla creazione di uno Sportello di Ascolto, e del doposcuola  con l’obiettivo di rappresentare il punto di riferimento per i bambini dai 6 ai 13 anni. Quartieri al centro si pone l’obiettivo di contribuire alla riqualificazione dei quartieri a rischio di marginalizzazione, partendo dal principio fondamentale della co-partecipazione e co-progettazione dal basso, in quanto le esperienze dapprima sporadiche e poi via via sempre più frequenti e periodiche hanno portato le associazioni ivi operanti ad avere una presenza stanziale, sulla base anche delle esplicite richieste degli abitanti. Infatti sempre più numerose sono state le richieste ricevute da parte dei ragazzi e dei loro familiari in quanto privi di risorse e di servizi sul territorio. Si sono rivolti a noi per organizzare momenti di incontro, di svago e di confronto, attraverso strumenti semplici ma profondamente condivisi e caricati di significato. Così, ad esempio, attraverso l’organizzazione di partite e tornei di calcio, il quartiere ha iniziato a ricordare la memoria e il sacrificio di vittime innocenti di mafia, ad elaborare progetti di inclusione sociale della periferia con il resto della città e a sviluppare il senso di appartenenza di quartiere con esperimenti di tutela del bene pubblico realizzando dai murales a piccoli lavori di falegnameria.

– Squadre calcetto Sappusi: sono due le squadre di calcetto del quartiere: i pulcini e gli under 17. Quest’ultima squadra ha vissuto una nuova esperienza partecipando al campionato Provinciale della P.G.S. (Polisportiva Giovanile Salesiani). Lo sport come strumento significativo per lo sviluppo globale della persona generatore di fratellanza, magnanimità, onestà e rispetto per se stessi per il gruppo e la squadra avversaria, dove agonismo, incontro e confronto leale si sostituiscono ad antagonismo ed allo scontro.Partecipare ad un torneo di calcetto non è solamente uno svago, ma uno stimolo a superare i propri limiti, a lavorare in squadra per la squadra. Per questi ragazzi poter partecipare ad un campionato, organizzato dalla polisportiva giovanile Salesiani, è speranza, responsabilità, relazioni, accoglienza.I ragazzi all’interno della squadra creano, nella relazione, scambio di frammenti riflessi del loro vissuto, ritrovano la gioia di sperimentare quello che prima gli risultava totalmente precluso, acquisiscono visibilità ed uguaglianza con gli altri ragazzi della propria età, adesso gli è possibile sperare di vincere un campionato che prima era totalmente un sogno irrealizzabile. Responsabili e protagonisti all’interno di quel campo della propria “storia” di cui purtroppo vengono continuamente deprivati. La squadra è composta da 14 ragazzi dai 14 ai 17 anni, la maggior parte frequenta la scuola, spesso ripetenti. M… aiuta il padre panettiere, C… ha cercato fortuna in mare provando a fare il pescatore tutti accomunati da una grande passione : il calcio! Ed indossare la maglia SAPPUSI (il nome del quartiere dove abitano, periferia dimenticata da tutti), una maglia tutta per loro, li rende orgogliosi e felici.

Amunì mare mare: Un’attività, un progetto pensato anche come premio che incentivi i ragazzi che sono da più tempo all’interno dei nostri percorsi. Si articola su diversi piani: imparare i rudimenti della cantieristica navale e dell’arte della navigazione a vela (meteorologia, studio dei venti, teoria della navigazione, apprendimento delle manovre marinare); partecipare ad un vero e proprio corso per il conseguimento della Patente Nautica per condurre le barche a vela. In ultimo, la partecipazione di ragazzi provenienti da vari USSM inseriti nei progetti Amunì sviluppati su tutto il territorio nazionale, ai campi nautici della durata di una settimana ciascuno, denominati Amunì mare mare. Il progetto vede coinvolti l’USSM di Palermo (sezione staccata di Trapani), l’associazione Archè, l’associazione Libera, la Lega Navale Italiana Sezione di Marsala, nonchè i diversi USSM delle regioni d’Italia che aderiscono. Tutte queste attività sono inserite nel percorso di educazione alla legalità e all’antimafia denominato Amunì, implementato in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia Minorile e Libera. Tale progetto prevede l’inserimento in percorsi educativi, di minori in area penale e ha preso avvio nel trapanese circa 10 anni fa. E’ stato successivamente replicato in quasi tutte le regioni d’Italia presso le quali ha mantenuto il nome di Amunì, ma declinato di volta in volta nel dialetto della regione di riferimento (Amunì, Andemm, ‘Nduma, Anemu e così via). Il progetto è rivolto ai minori e giovani adulti sottoposti a procedimento penale da parte dell’autorità giudiziaria minorile. Il programma è dedicato sia all’avviamento allo sport della vela che alla conoscenza delle arti marinare e di tutte quelle forme di attività che hanno nel mare il loro campo e il loro mezzo di azione.

– SAAMA: Strategie di Accompagnamento all’Autonomia di Minori Accolti ,un progetto volto a costruire un domani accogliente e fondato sulla condivisione e la sicurezza dei diritti di ogni persona per prenderci cura, adesso e qui, dei ragazzi e delle ragazze arrivati in Italia da minori migranti soli, valorizzando le loro risorse e competenze, e sostenendoli nella realizzazione dei loro desideri e aspettative. Nella lingua Mandinka SAAMA significa “Domani”. E affinché il domani e il futuro delle nostre società possa essere accogliente e fondato sulla condivisione e la sicurezza dei diritti di ogni persona, è indispensabile prendersi cura, adesso e qui, dei ragazzi e delle ragazze arrivati in Italia da minori migranti soli, valorizzando le loro risorse e competenze, e sostenendoli nella realizzazione dei loro desideri e aspettative. Con questo obiettivo, il Progetto, frutto dell’alleanza di 13 soggetti pubblici e privati, opera nelle aree metropolitane e nei piccoli centri urbani del distretto del Tribunale per i minorenni di Palermo, che include le province di Agrigento e Trapani, trasferendo buone prassi e promuovendo azioni di comunicazione volte a valorizzare modelli sociali basati sulla condivisione, lo scambio, e l’arricchimento reciproco. In particolare, SAAMA si fonda su due pilastri:

Il consolidamento di una comunità educante, che sappia attivare un cambiamento sociale condividendo informazioni, metodi e strumenti di lavoro volti alla costruzione di relazioni di prossimità, di partecipazione, di contrasto ad ogni forma di discriminazione.

La definizione di percorsi individuali che valorizzino risorse e competenze dei minori migranti, rafforzandone il capitale sociale, umano e psicologico, e favorendone l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro come strategia di accompagnamento all’autonomia.

L’intervento si struttura su tre ambiti:

Valorizzazione del capitale sociale e dei sistemi di rete territoriali, attraverso: la condivisione dei risultati di una ricerca volta ad analizzare il capitale sociale dei minori migranti soli, con un focus sui fattori ambientali, giuridici, familiari che ne condizionano la costruzione; la diffusione su altri territori della cartella sociale già realizzata nel Comune di Palermo per la definizione del piano individualizzato che accompagna il minore nel suo percorso in Italia; la creazione di una rete di imprese accoglienti che tramite un’azione di sensibilizzazione assumano un ruolo attivo nei percorsi di apprendimento e inserimento lavorativo dei minori e dei neo-maggiorenni coinvolti, come strumento di costruzione di una cultura inclusiva .

Politica attiva per il lavoro rivolta in modo specifico a ragazzi e ragazze arrivati in Italia da migranti soli, attraverso: il supporto ai giovani talenti; le attività di profilatura e orientamento individuali e di gruppo; la facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta nei settori in cui i ragazzi hanno maturato competenze e formazione; I tirocini formativi, di cui alcuni curriculari che prevedono la diffusione sul territorio di Agrigento della sperimentazione già avviata a Palermo di un’alternanza scuola/lavoro presso il CPIA dove i minori migranti conseguono la licenza media. La valutazione e validazione costante da parte dei partecipanti permetterà di migliorare il funzionamento del sistema e dei servizi.

Percorsi di formazione e di cittadinanza per la comunità educante e per i giovani, attraverso: l’offerta di laboratori di formazione rivolti alla comunità educante; la promozione di attività di sensibilizzazione del mondo giovanile tramite l’intervento nelle scuole; l’avvio di cicli di laboratori, a Palermo e a Marsala, volti a favorire lo sviluppo di modelli di apprendimento non formale tramite momenti di socializzazione che rafforzino i loro legami sul territorio, per fare emergere, valorizzare e accrescere le competenze dei minori, anche grazie all’elaborazione per ogni partecipante di un portfolio delle competenze, strumento importante per favorire la consapevolezza di sé e l’inserimento nel tessuto sociale e produttivo, registrando le esperienze maturate e permettendone una traduzione in termini di saper fare.

 

 

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